Storia di Modena

Versione ufficiale

Colonia romana nel 183 a.C. (Cicerone la defini' citta' "floridissima"), Modena fece da teatro alla guerra tra Decimo Bruto e Marco Antonio (43 a.C.) che segno' l'ascesa di Ottaviano e la nascita del secondo Triumvirato.

Modena venne fondata nel III secolo a.C. dal popolo dei Celti e in seguito, come parte dell’Impero Romano, divenne un importante centro agricolo sulla Via Emilia.

Semidistrutta nel corso del IV secolo, abbandonata nei secoli V e VI a causa di guerre e alluvioni, la citta' risorse attorno all'episcopio e sotto il governo vescovile (secoli VIII-X) pote' godere di privilegi imperiali ed entrare nella sfera di influenza dei signori di Canossa. In questo clima inizio' la costruzione della Cattedrale (1099) e si registrarono le prime avvisaglie di governo cittadino che portarono alla Modena comunale (1135-1389).

Dopo il breve dominio mantovano nel 1289, gli Estensi governarono dal 1289 al 1306, dal 1336 al 1510 e tornarono nuovamente in citta' nel 1527, dopo un periodo di governo prima imperiale e poi papale. Gli anni della guida estense definirono un periodo di splendore in cui il nucleo urbano si ampliò e vennero tracciate le strade del centro storico secondo il “modello a scacchiera” della vicina Ferrara. Nel 1598 trasferirono la Corte da Ferrara a Modena, che divento' cosi' capitale e vide sorgere il nuovo Palazzo ducale (1634) e venne arricchita di numerosi edifici religiosi e civili che conferirono alla città un aspetto maestoso e solenne.

Nel 1796 entrarono in citta' le truppe francesi e diedero inizio ad un dominio che duro', tra alterne vicende, fino al 1814. Da quell'anno, i duchi austro-estensi Francesco IV e poi Francesco V governarono lo Stato fino al 1859. Decaduta la sovranita estense, la città entrò a far parte del Regno D'Italia.

Nel XIX secolo la dinastia austro-estense si impegnò nell’ammodernamento della città che, nel 1900, subì un cambiamento totale dell’assetto urbanistico con l’abbattimento della cinta muraria sostituita dalla circonvallazione alberata tuttora esistente.

Modena, con la sua provincia ricca di pievi e castelli romanici, è un vero gioiello artistico meta obbligata, per chi passa dall'Emilia Romagna, per ammirare un ottimo stile Romanico e gli edifici sorti sotto la casata degli Estensi. Edificio veramente unico è il Duomo, uno degli esempi di Romanico più illustri e completi che fu costruito nel 1099 su progetto dell'architetto Lanfranco. La facciata della chiesa è arricchita da tre portali e al centro si apre un bel rosone opera dei Campionesi.
Di particolare rilievo sono le opere scultoree dell'artista Wiligelmo che ben interpretano lo stile romanico. L'interno del Duomo è tutto da esplorare: dallo splendido pulpito trecentesco di Arrigo Campione, alla preziosa “Madonna della Pappa”, in terracotta, di Antonio Begarelli. Esternamente, a fianco delle tre absidi della chiesa, si erge la Torre della Ghirlandina, simbolo della città e, poco distante, il Museo lapidario del Duomo che raccoglie sculture e resti architettonici dell'antica cattedrale.
Altri edifici importanti sono: la Chiesa di San Pietro costruita nel 1476 in stile rinascimentale, la Chiesa di Sant'Agostino del 1663 con il suo bel soffitto a lacunari e il Palazzo Ducale, antica dimora degli Estensi che oggi è sede dell'Accademia Militare.
Importante anche l'antica Biblioteca dei Duchi d'Este, una delle più stimate biblioteche d'Italia per la sua raccolta di codici miniati e di capolavori come la Bibbia di Borso d'Este. Da visitare con cura i Musei Civici e la Galleria Estense con una delle più stimate collezioni d'arte italiane.

Modena è uno dei capoluoghi della provincia emiliana e una piacevole cittadina della Pianura Padana che sorge lungo la via Emilia. E’ conosciuta in tutto il mondo per la casa automobilistica Ferrari che ha sede nella vicina Maranello. E’ anche sede della più illustre Accademia Militare Italiana e gode di un elevato prestigio culturale grazie ai suoi beni artistici e culturali. Inoltre, Modena, è un attivo centro industriale agricolo-commerciale in continua espansione.
Per raggiungere Modena in auto si prende l’Autostrada A1 Milano-Roma con uscita a Modena oppure la Strada Statale 9 “Emilia”. La linea ferroviaria segue la rete autostradale e Modena è ben collegata e raggiungibile da tutte le parti d'Italia. Gli aeroprti di riferimento sono: l'Aeroporto “Marconi” di Bologna e l'Aeroporto “G. Verdi” di Parma.


Versione non ufficiale, ma altrettanto veritiera

Modena, allora chiamata "Mutina" è una città fondata dagli etruschi,fu riedificata al tempo dell' imperatore Costantino dopo essere stata saccheggiata dai goti e dai longobardi, rifiorì sotto il dominio di Carlomagno. (1226) con l'imperatore Federico II acquistò pieni diritti compreso quello della zecca, del quale poro fece uso solo sedici anni più tardi (1242).
Dopo essersi donati spontaneamente agli estensi,i cittadini stanchi del cattivo governo, nel 1306 li cacciarono governandosi da soli in forma repubblicana.Dopo sei anni dovettero subire la tirannia di Rinaldo Bonacolsi,signore diMantova.Quindi gli Estensi ritornarono col Marchese Obizzio III; ne lui ne i suoi successori coniarono monete.
Fu Ercole I salito al potere nel 1471che fece riaprire la zecca a lui successe Alfonso I nel 1505;papa Giulio II prima alleato di Alfonso poi nemico,mando ad occupare la città aprendo le porte alle armi pontificie;Giulio II la cedette poi all'imperatore Massimiliano I nel gennaio1513,che a sua volta la rivendette a papa Leone X.
A Leone X successe Adriano VI, era il 1522, poi Clemente VII che abbandono Modena a causa della presa di Roma(1527).Cosi' il Duca Alfonso poté recuperare il suo dominio. A lui successe il figlio Ercole II (1534), poi Alfonso II (1559) il quale,morto senza discendenti,dal suo testamento aveva nominato erede il cugino Cesare.Oppostasi la curia romana a questa successione,Cesare nel gennaio 1598 cedette Ferrara al papa Clemente VII e si ritiro cosi in Modena. A Cesare successe Alfonso III (1628) il quale rinunciò allo stato in favore del figlio    Francesco I. A costui successe il figlio Alfonso IV (1658) il quale ,morto in giovane età , lasciò la successione al figlio però,non essendo ancora maggiorenne dovette governare la madre Laura Martinozzo, fino a che il figlio Francesco II non compì il 18° anno d'età(1674).Gli successe al governo lo zio paterno Rinaldo il quale essendo Cardinale dovette deporre la porpora.
Dopo circa sette anni il Duca Rinaldo dovette scappare perché Modena fu  occupata dalle truppe francesi(1702) di Re Luigi XIV. Il Duca torno a governare Modena nel 1707 al quale dopo 30 anni gli successe il figlio Francesco III. Questo Duca dovette poi rifugiarsi a Venezia lasciando il suo Stato a causa della guerra di successione.Inizio così nel 1780 a governare suo figlio Ercole III, fino a quando, nel 1796 Modena non venne occupata dai francesi con Napoleone I,  il quale soppresse quasi tutte le zecche compresa quella di Modena. Caduto l'impero francese, Modena passò in mano a Maria Beatrice Ricciarda, la quale diede il dominio di Modena al figlio Francesco IV; a lui successe nel1846 Francesco V che a causa della guerra per l'indipendenza dovette abbandonare i suoi stati compreso Modena.(11 giugno 1859).
Né Francesco IV né Francesco V coniarono monete cosi la zecca di Modena fu chiusa definitivamente da Vittorio Emanuele II proclamato Re d'Italia, era il 24 agosto 1862.
Anche tutte le monete di Modena persero il loro corso legale.


Ecco un'altra versione, altrettanto veritiera

Fondata dagli Etruschi e civilizzata dai Romani, Modena offre il maestoso Duomo, dichiarato Patrimonio Universale dell'Umanità dall'Unesco assieme alla Piazza Grande e alla Ghirlandina.
Capitale dei motori e della buona tavola, Modena gode fama di città vivibile e a misura d'uomo.
Città di pianura, Modena è cresciuta con la messa in opera dei mattoni fatti del suo fango cotto, mattoni che ora si mostrano "a vista", ora - e più spesso - si nascondono sotto un intonaco tinteggiato di colori ricorrenti, che risentono della varietà di diverse gradazioni, ma ritornano con la costanza del motivo conduttore legato a un gusto radicato: giallo, rosa antico e soprattutto ocra.
Il mescolato riproporsi di queste tinte, tutte di tonalità molto calde, dà alla città un aspetto paciosamente accogliente. Il "colore di Modena" si coglie bene ad altezza d'occhi, girando nel mezzo delle strade, grazie all'isola pedonale del centro. Il turista che si lasci attrarre sotto i frequenti portici, esposto alle ricche fascinazioni delle vetrine, coglierà altre bellezze rispetto a quella sobria delle facciate degli edifici, cui frequenti tinteggiature non consentono nè d'invecchiare nè di conferire note di trascuratezza alle vie del centro.
Uno sguardo veloce alla pianta cittadina rende ragione di un altro fatto importante: il centro è cresciuto attorno alla via Emilia, seguendo il corso sinuoso dei canali; pertanto le strade non hanno la prospettiva solenne del rettifilo, bensì il gioco spesso variato della curva, che spezza la visuale, la "rimpicciolisce", riportandola ancora più a "misura d'uomo".
Ma per cogliere appieno Modena bisogna anche saper alzare lo sguardo, per poter notare lo sporgere dei cornicioni e il profilo dei tetti: l'irregolarità vivace del disegno di comignoli e altane, costruite alla buona, secondo l'estro o il bisogno, dimostra - nella non preoccupazione per la purezza delle linee - la presenza di una propensione all'aggiungere, o forse la volontà di trascrivere in tono minore e quotidiano il gusto medievale delle torri.
Gli anni ottanta sono stati per la città fervidi di restauri, che hanno spesso riguardato le pavimentazioni: Modena si coglie dunque in certe sue peculiarità anche osservando a terra.
L'intervento più impegnativo ha interessato Piazza Grande e Piazzetta Tassoni (attorno ai lati sud, est, nord del Duomo), in cui è stata realizzata una pavimentazione di ciottoli, del colore grigio uniforme che hanno i sassi portati giù dai monti dai fiumi modenesi: la loro utilizzazione ricorda con evidenza che Secchia e Panaro fanno di Modena una città di fiume.

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