una scusa per girare Modena.

Itinerario Tassoni, Muratori... una scusa per girare Modena.

Da viale Tassoni, all'incrocio con Largo Moro (dove si trova, l'Istituto Tecnico F. Corni), raggiungerete il Palazzo dei Musei; potete entrare dall'ingresso secondario in V.le VittorioVeneto. Al 1° piano fate una capatina all'Archivio Storico Comunale potrete ammirare il gioiello nascosto di A.Tassoni ovvero il capolavoro de "La Secchia Rapita". Un corposo volume per niente tascabile.

Lasciate la Piazza S. Agostino, prendete via Ramazzini, via Voltone e vi troverete in Piazza della Pomposa, un luogo tranquillo adatto a un momento di sosta o di pausa. Ve lo consigliamo perché è molto grazioso Sedetevi sulle panchine poste ai lati della piazza e rilassatevi. In zona troverete pure molte pizzerie e bar, siamo in zona universitaria. Guardatevi attorno: vi sono case antiche con splendidi balconi fioriti. Al n° 89 troverete la casa del Tassoni, in stile settecentesco che, però, ha recuperato un modello di casa esistente a Modena nel Rinascimento. Qui il percorso Tassoniano si interseca con un percorso Muratoriano, in quanto sul retro della chiesa della Pomposa si scorge un'antichissima casa, ricca di storia perché apparteneva a Ludovico Antonio Muratori quasi sommersa da un intrico di alberi e di cespugli del giardino. Il complesso è L'AEDES MURATORIANA con il museo dove sono conservate le sue opere e la chiesa con la sua tomba. Questo grande studioso e storico(1672-1750) è l'artefice della raccolta di tutti i documenti, dati e informazioni relativi alla storia di Modena e dei Duchi d'Este e ai suoi tempi era considerato fra i maggiori storici europei.
Per via Nazario Sauro andate sulla via Emilia, sbucherete su una piazzetta dove vi è un monumento dedicato al Muratori, raggiungete la Piazza Torre e sotto la Ghirlandina troverete la statua del Tassoni. L'iscrizione riporta questa dedica: "Ad Alessandro Tassoni dopo due secoli. I concittadini. 1860"… era proprio ora che i modenesi si riconciliassero con questo simpatico eccentrico e straordinario poeta.
Poco più a destra vi è Piazza Grande: il palazzo imponente che la domina è il Palazzo Comunale. Iniziato nel medioevo, l'edificio é un insieme di palazzi sorti in epoche diverse, ristrutturati in un unico complesso nel 1700. É percorso da un portico di colonne marmoree realizzate da Raffaello Rinaldi, detto il Menia, nel 1600. In una vasta sala del suo interno il duca Francesco I fece erigere il Teatro della Spelta, un anfiteatro capace di contenere fino a tremila persone, utilizzato per le rappresentazioni piú importanti. Oggi non ne rimane traccia perché la Corte Estense di Francesco III lo restituí nel 1756 alla Comunitá, che lo demolí e vi eresse la "Nuova Dogana".
Nella facciata del palazzo spicca la Torre dell'Orologio, sorta dove si trovava l'arengario del popolo. Nel 1761 venne costruita la balaustra in marmo dell' Immacolata, la cui statua venne posta qui nel 1805, quando il Papa Pio VII, tornando dalla Francia, dove aveva incoronato imperatore Napoleone, sostó nella cittá. La statua é del '700 e in precedenza era situata nel Palazzo di S.Geminiano e S.Prospero (Palazzo Tagliazucchi).
La cupola ottagonale della torre é sormontata da una banderuola dalla cui asta sporgono un'angelo trombettiere e quattro maschere raffiguranti i venti.
Per ammirare la celebre "Secchia Rapita", cioè "il secchio" di legno conteso da bolognesi e modenesi e che ispirò ad Alessandro Tassoni il poema eroicomico, salite lo scalone principale: essa è gelosamente custodita nella saletta, detta "Camerino dei Confirmati". (Originariamente la "Secchia" era custodita nella torre della Ghirlandina. L'ultimo rapimento è avvenuto anni fa, da parte di un gruppo di fanatici goliardi bolognesi; ilComune ha pensato di trovarle un rifugio più sicuro! E nella Ghirlandina vi è una copia!). Visto che siamo in piazza diamo un'occhiata nell'angolo del palazzo comunale, dove si trova una statua consunta "La Bonessma" (Bonissima) che rappresenta una donna che ha fatto tanto bene ai poveri e ai bisognosi, ma qualche linguaccia ha insinuato fosse una donna che voleva farsi perdonare certi suoi difetti I modenesi hanno sempre amato questa statuetta, mettendola a simbolo del loro carattere, aperto e generoso e per niente conformista.
Uscendo dal Palazzo Comunale, avete davanti a voi la vista dell'abside del Duomo e della torre della Ghirlandina.
Fa parte dell'identità dei Modenesi.
Non tutti sanno che il DUOMO dal 6 Dicembre 1997 è patrimonio dell'umanità, infatti è entrato a far parte dei monumenti tutelati dall'UNESCO.
Andiamo in Corso Duomo, passando sul fianco della cattedrale, alzate un po' lo sguardo perché vi sono strani esseri raffigurati nei salienti del tetto, altorilievi detti "metope" rappresentanti per lo più figure quasi demoniache, il cui significato allegorico è andato perso nel tempo.
La prima da sinistra, raffigura un giovane acrobata, sorretto da una ragazza seduta ai suoi piedi (può anche rappresentare gli opposti bene e male); segue un ermafrodita con il busto di donna, a gambe divaricate. Questa metopa è anche chiamata "la potta di Modena" (nell'antichità gli ermafroditi erano visti come mostri, quindi è perfettamente credibile che tra le creature che hanno il compito di "difendere" il duomo, ve ne sia uno).
C'è poi un demone con testa ed ali d'aquila, che ancora conserva il suo aspetto maligno. L'ultima rappresenta un giovane che combatte un serpente piumato. Il Duomo è pieno di particolari strani che l'occhio distratto del passante non vede, alcuni di questi sono addirittura "osè"
Anche le porte, Regia e dei Principi, sono cesellate con una maestria che lascia a bocca aperta.
L'interno è stupendo, per gli spazi ben proporzionati, per lo stile sobrio, per i particolari raffinati e importanti (ma per capirlo io ho dovuto ritornarci da solo, con calma, per immergermi in una concentrazione che permettesse di osservare, scoprire e valutare questi particolari)
Essendo, con la Ghirlandina, il simbolo di Modena è un monumento importante, specie per la nostra scuola che è intestata all'architetto "LANFRANCO", artefice massimo di questa meraviglia
Su Corso Duomo, oltre alla stupenda facciata, si può notare il palazzo Arcivescovile proprio di fronte, e dove inizia via Canalchiaro due case medioevali che risaltano perché decorate in modo particolare.

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