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COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE

CIRCOLO DI SAN CESARIO SUL PANARO.


OGGETTO: Delocalizzati quarta corsia, l’esproprio di alcune abitazioni non tutela la salute della comunità ma solo l’interesse legittimo di alcuni cittadini.

SAN CESARIO – Rileviamo con favore la recente approvazione della variante al Piano regolatore che consentirà a otto delle dodici famiglie espropriate dalle loro abitazioni a causa dei lavori di ampliamento dell’autostrada A1, di costruirsi una nuova casa nel terreno messo a disposizione dal Comune.

Riconosciamo all’Amministrazione Zanni l’importante lavoro svolto in questi anni per rimediare agli errori della precedente Amministrazione, la capacità di riaprire un dialogo con quei cittadini che tre anni fa furono costretti addirittura a diffidare l’ex Sindaco, Vignali. Supportati da Legambiente, per far valere i propri diritti i residenti più impattati dall’A1 furono costretti a riunirsi nel “Comitato quarta corsia” ed a  ricorrere al TAR per ben due volte: il progetto di Società Autostrade, che non prevedeva alcun indennizzo per le loro abitazioni venne infatti approvato della precedente Amministrazione (vedi Delibera di Consiglio n.40 del 10.06.2002).

Pur essendo stati respinti, entrambi i ricorsi al T.A.R. del “Comitato quarta corsia” portarono ad comunque ad importanti risultati: a pochi giorni dalla prima udienza Società Autostrade chiese il rinvio dei lavori che altrimenti sarebbero partiti nel febbraio 2004  (vedi istanza di rinvio fatta pervenire in data 21 gennaio dall’avvocato di Soc. Autostrade, Avv. Pellizzer, ai legali del “Comitato quarta corsia”); il giorno prima della seconda udienza (24 marzo 2005) Società Autostrade fu costretta a garantire ufficialmente per iscritto al Prefetto ed al Giudice l’indennizzo delle abitazioni. Per cui, senza i due ricorsi, l’Amministrazione Zanni, non avrebbe forse potuto raggiungere i suoi risultati di indubbio significato.

La condivisibile soddisfazione delle famiglie di delocalizzati non deve far tuttavia dimenticare che altri cittadini, residenti a poche decine di metri dall'autostrada, dovranno continuare ad abitare vicino a polveri, rumore e smog, solo perché non rientranti nella fascia di esproprio di 20 metri arbitrariamente stabilita dagli Enti Locali.  Ma soprattutto, l'esproprio di alcune abitazioni, non tutela l'interesse della comunità: l’inquinamento atmosferico ed acustico non ricadono certo solo sui residenti “della prima fila”, ma su tutto il paese. Non possiamo assolutamente accettare che la vicenda “quarta corsia” si concluda con il “lieto fine” dell'esproprio di alcune famiglie e con una muraglia di barriere antirumore inefficaci contro l’inquinamento atmosferico.

Continueremo a lavorare affinchè l'Amministrazione richieda a Società Autostrade il monitoraggio dell'inquinamento acustico ed atmosferico richiesto dal Ministero dell'Ambiente nel DEC/VIA 4903 del 24.05.2000. Qualora, come probabile, venissero verificati superamenti dei limiti di legge, Società autostrade, secondo quanto prescritto dallo stesso Ministero, dovrà garantire l’esecuzione di opportune opere necessarie per contenere i livelli di inquinamento.



Per il Circolo
Sabina Piccinini

[04 Gennaio 2007]


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