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ABBATTIMENTO TIGLI.


OGGETTO: EUTANASIA DI TRE TIGLI.

San Cesario - Alle ore 13,05 in punto di ieri è cominciata l’annunciata esecuzione dei tre tigli di Corso Libertà. Il primo colpo di motosega è andato al tiglio più imponente, quello nei pressi dell’incrocio con Viale Vittorio Veneto. Nessun presidio, nessuna “catena umana” ipotizzata e nessuna presenza istituzionale, se non due agenti di polizia municipale. E già alle ore 17,30 l’immagine del corso con i tre tigli conveniva ad una cartolina del passato. Due dei tre tigli, quelli in prossimità del crocevia, dal 1972 fornivano “ombra naturale” al negozio di casalinghi di Marino Francesconi, il quale era legato agli alberi da sincero e riconoscente affetto e con rassegnazione ha assistito in diretta alla loro “esecuzione”. Come lui, altri in paese consideravano i tre tigli del centro appartenenti al “san cesario pensiero”, quale simbolo di forza che si trae dalle “radici”. Ma nessuno ha tentato un’ultima, estrema difesa nel tentativo di strapparli alla pena capitale prevista senza appello dal progetto di riqualificazione del centro storico. Inutile lo sforzo di poterli ancora salvare, forse, dopo le parole espresse dal sindaco riguardo alla “scelta dolorosa ma necessaria” di doverli sacrificare per una scelta progettuale. Proprio il 21 marzo, primo giorno di primavera, si era profilata una minima speranza con l’interrogazione in Provincia del consigliere dei Verdi Walter Telleri. Ma per l’Amministrazione Comunale la Sovrintendenza aveva già dato l’ok al progetto con l’esclusione degli alberi e Telleri si sarebbe riferito ad un allegato al decreto di vincolo su Corso Libertà che non esiste sulle piante. Non è bastato il dispiego di energie da parte del circolo locale di Legambiente, con anche l’avvio di una petizione che raccolse 500 firme e l’affissione dei necrologi. Anche Rifondazione Comunista e il Polo per San Cesario contestarono fin dall’inizio l’abbattimento dei tigli da barattare con “una visione ampia di piazza”. Il Polo per primo propose una soluzione alternativa al progetto prevedendo l’aggiunta di altri due alberi tra i tre già radicati. Una tesi avallata poi anche dalla Lega per la Difesa Ecologica. Soltanto domenica scorsa in Piazza Nenni era stata allestita l’esposizione “Fiori in Piazza” dove campeggiava lo slogan “amiamo le piante”. Sembra un paradosso, ma mentre in questo periodo molti Comuni della provincia celebrano la “Festa degli alberi”, San Cesario ha fatto “la festa” agli alberi, quando invece un tempo anche qui si eseguiva un cerimonioso rituale con i bambini. Ieri, l’ultimo saluto ai tre superstiti di un filare di otto tigli piantato nel dopoguerra, mutilati da una motosega retta da due operai della ditta Bettelli di Vignola, impiegando un’ora per tiglio, finché una ruspa non ha strappato i tronchi dal suolo facendo in poche ore tabula rasa di 60 anni.


Alessandra Consolazione.

Dalla "Gazzetta di Modena" del 22 marzo 2007.


[23 Marzo 2007]


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